Autore: F. Mongelli
Scarica l’articolo in formato .pdf: Qui fruges excantassit. Messi incantate nella Naturalis Historia di Plinio tra superstizione e politica
Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia (18, 41-43), racconta la celebre vicenda del liberto Gaio Furio Cresimo, accusato di aver fatto ricorso a incantamenti per attirare nella sua piccola proprietà le messi dei proprietari vicini. Pochi elementi aiutano nella datazione dell’episodio: tra questi la menzione del magistrato che istruisce il processo, l’edile curule Spurio Albino. Seppur con cautela, i dati a disposizione consentirebbero di datare l’episodio nei decenni iniziali del II secolo a.C., in un momento in cui le possibilità di ascesa per i liberti e i loro discendenti erano al centro del dibattito politico.
Pliny the Elder, in his Naturalis Historia (18, 41-43), tells the famous anecdote of the freedman Gaius Furius Chresimus, accused of using spells to attract the crops of neighbouring landowners to his small property. There are few clues to help date the episode, one of which is the mention of the magistrate presiding over the trial, the curule aedile Spurius Albinus. Although with caution, the available data would allow us to date the episode to the early decades of the 2nd century BCE, at a time when the chances for freedmen’s and their descendants’ advancement were at the centre of political debate.