Autore: E. Pullano

Scarica l’articolo in formato .pdf: Cornici con doppio kyma ionico: il passaggio da Augusto ai Flavi attraverso l’esempio del portico davanti al Macellum di Pompei

Il contributo prende avvio dall’analisi della trabeazione del portico antistante il Macellum nel foro di Pompei, concentrandosi su una specifica sequenza decorativa della sottocornice, caratterizzata dalla ripetizione del kyma ionico sotto e sopra i dentelli. Il portico pompeiano, uno dei rari esempi di architettura giulio-claudia conservata in un contesto ben leggibile, costituisce un riferimento significativo per indagare la diffusione e l’adattamento di modelli decorativi di matrice urbana al di fuori di Roma. A partire da questo esempio, l’analisi ricostruisce l’origine del motivo nell’Asia Minore e ne individua il primo impiego sistematico nell’architettura romana nel Foro di Augusto, inteso come momento di codificazione e riorganizzazione del modello entro una sintassi coerente e replicabile. In questo quadro, il Macellum si inserisce come un caso intermedio tra la definizione augustea e le successive trasformazioni del I sec. d.C., documentando, in ambito “provinciale”, il trasferimento e l’adattamento di sequenze decorative in spazi connessi alla diffusione del linguaggio della propaganda imperiale. La rassegna dei contesti noti consente di seguirne la diffusione, particolarmente ampia a Roma e in Italia in età giulio-claudia, come indice della circolazione di modelli adattabili a diversi edifici e funzioni, e la fortuna fino all’età flavia, momento in cui lo schema viene inserito entro griglie proporzionali fisse e associato a una produzione più seriale delle membrature architettoniche, e oltre fino all’età tardo-imperiale. I casi analizzati mostrano inoltre le differenze tra tradizione orientale e occidentale nella concezione delle partiture architettoniche e nei processi esecutivi, e come la reiterazione di un motivo tecnico-decorativo non risponda solo a esigenze formali, ma partecipi a un processo di continua risemantizzazione del linguaggio architettonico negli spazi civici dell’Impero.

The paper begins with the analysis of the entablature of the portico in front of the Macellum in the forum of Pompeii, focusing on a specific decorative sequence in the sub-cornice characterized by the repetition of the Ionic kyma below and above the dentils. The Pompeian portico, one of the few Julio-Claudian architectural complexes preserved within a clearly legible context, provides a significant reference point for investigating the diffusion and adaptation of decorative models of urban origin beyond Rome. From this starting example, the study reconstructs the origins of the motif in Asia Minor and identifies its first systematic adoption in Roman architecture in the Forum of Augustus, understood as a moment of codification and reorganization of the model within a coherent and replicable syntax. Within this framework, the Macellum represents an intermediate case between the Augustan definition and the subsequent transformations of the 1st cent. AD, documenting, in a “provincial” context, the transfer and adaptation of decorative sequences in spaces connected with the dissemination of Imperial propaganda. A survey of the known contexts allows us to trace its diffusion – particularly widespread in Rome and Italy during the Julio-Claudian period, as an indicator of the circulation of models adaptable to different buildings and functions – and its development up to the Flavian period, when the scheme was progressively integrated into fixed proportional grids and associated with a more serial production of architectural members, and beyond into the Late Imperial period. The examined cases also highlight the differences between Eastern and Western traditions in the conception of architectural articulation and in construction processes, and show how the repeated use of a technical-decorative motif responds not only to formal needs but also participates in an ongoing process of resemanticization of architectural language within civic spaces of the Empire.