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Rivista di archeologia e architettura antica

Tag Archives: fishing

Rappresentare la pesca nell’Egeo postpalaziale: iconografia, tecnologia e proiezioni sociali

Autore: S. Privitera

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La pesca è stata considerata un’attività economica secondaria negli studi sul mondo egeo del Tardo Bronzo, dato che non è menzionata nei testi in Lineare B dei palazzi micenei. Negli ultimi cinquant’anni, tuttavia, diversi dati hanno permesso di rimettere in discussione un tale assunto. Oltre agli attrezzi da pesca (ami, fiocine, pesi da rete) e ai resti ittiologici, la documentazione iconografica può essere utile per identificare le tecniche di pesca. In tale prospettiva, questo contributo si propone di riprendere in esame l’interpretazione di due scene di pesca con la rete presenti su vasi del Tardo Elladico/Tardo Cicladico IIIC middle da Kynos e da Aplomata a Naxos, nella prospettiva di chiarire, oltre agli aspetti tecnologici, la dimensione sociale dell’attività di pesca nell’Egeo del periodo postpalaziale.

Fishing has traditionally been regarded as a secondary economic activity in studies of the Late Bronze Age Aegean world, as it is not mentioned in the Linear B texts from Mycenaean palaces. Over the past fifty years, however, various lines of evidence have challenged this assumption. In addition to fishing implements (hooks, harpoons, net weights) and ichthyological remains, iconographic documentation can help identify fishing techniques. Against such a backdrop, this paper re-examines the interpretation of two net-fishing scenes on vessels from the Late Helladic/Late Cycladic IIIC middle period at Kynos and Aplomata cemetery on Naxos. Beyond technological aspects, it aims to clarify the social dimension of fishing activities in the post-palatial Aegean.

Un “fiume di fogna”: il Tevere, Giovenale e la piscatrix Aurelia

Autore: G. Arena

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La V satira di Giovenale descrive lo sperequato rapporto fra patronus e cliens, ma offre anche l’attestazione di un mestiere femminile, quello di pescivendola, e di un’aurorale coscienza ambientalista, connessa con il depauperamento delle risorse ittiche causato sia dall’inquinamento del Tevere sia dalla pesca indiscriminata nel Mar Tirreno. I dati desumibili dal testo del poeta satirico risultano confermati grazie al proficuo confronto stabilito rispettivamente con l’iscrizione incisa su un’ara funeraria marmorea dedicata ad una piscatrix e con le testimonianze offerte da Ateneo di Naucrati e Galeno di Pergamo a proposito della spasmodica ricerca di pesci pregiati da parte di un’élite danarosa residente a Roma.

Juvenal’s V satire describes the unequal relationship between patronus and cliens, but also offers the attestation of a female profession, that of a fishwife, and of an auroral environmental awareness, connected with the depletion of fish resources caused both by the pollution of the Tiber and indiscriminate fishing in the Tyrrhenian Sea. The data that can be deduced from the text of the satirical poet are confirmed thanks to the fruitful comparison established respectively with the inscription engraved on a marble funerary altar dedicated to a piscatrix and with the testimonies offered by Athenaeus of Naucratis and Galen of Pergamum about the spasmodic search for precious fishes by a wealthy élite resident in Rome.