Collana

Vol. 7 | Bronze vessels from the Acropolis. Style and decoration in Athenian production between the sixth and fifth centuries BC

Figura TarditiC. Tarditi, Bronze vessels from the Acropolis. Style and decoration in Athenian production between the sixth and fifth centuries BC, Thiasos Monografie 7, Roma 2016, pp. 410

ISBN 978-88-7140-717-3, e-ISBN 978-88-7140-718-0

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Alcuni anni fa, quando ero ancora Direttore del Museo Archeologico Nazionale, ho concesso alla dott.ssa Chiara Tarditi l’autorizzazione a studiare e pubblicare i vasi di bronzo dall’Acropoli di Atene, non solo quelli esposti nel Museo, ma anche quelli nei magazzini.

È stata quindi una grande gioia vedere il manoscritto di un intero libro intitolato Bronze Vessels from the Acropolis. Style and Decoration in Athenian Production between the Sixth and Fifth Centuries BC. Mi ha colpito il modo sistematico con cui l’Autrice ha trattato un materiale che a prima vista può sembrare “insignificante” dal momento che consiste principalmente di frammenti. A partire dalle testimonianze epigrafiche e letterarie e, successivamente, con l’esame di questioni tecniche e stilistiche, Chiara Tarditi riesce a presentare un quadro integrale dell’antica metallurgia ateniese, inquadrata nella produzione degli altri siti durante il periodo arcaico e classico. La conclusione che lavori di metallurgia attica appaiano diffusi anche in santuari diversi dall’Acropoli di Atene, come Olimpia, Dodona e Perachora, e anche in aree più distanti, come l’Italia e il Mar Nero, anche se su scala minore, rivela la metodica, esaustiva e approfondita ricerca dell’Autrice.

Mi fa davvero molto piacere poter vedere il materiale dal Museo Nazionale pubblicato in uno studio così approfondito, frutto di un lavoro complesso e scrupoloso. Credo che il contributo di Chiara Tarditi non solo nel campo della metallurgia attica, ma di quella greca in generale, sia grande e auspico di cuore che l’Autrice, che io ora considero come un’esperta nel settore, ci possa dare in futuro altre opere analoghe.

Nicholaos Kaltzas

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Vol. 6 | Architetture del Mediterraneo. Scritti in onore di Francesco Tomasello

Figura vol 6N. Bonacasa, F. Buscemi, V. La Rosa (a cura di), Architetture del Mediterraneo. Scritti in onore di Francesco Tomasello, Thiasos Monografie 6, Roma 2016, pp. 332

ISBN 978-88-7140-688-6-1, e-ISBN 978-88-7140-689-3

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La raccolta di scritti, preceduta da un’Introduzione di Francesca Buscemi, è dedicata a Francesco Tomasello in occasione dei suoi 70 anni, ad un architetto di formazione, tra i pochi in Italia ad aver dedicato la sua vita di studioso all’architettura antica e ad aver svolto la sua attività di docente all’interno di una facoltà di Lettere antiche. Un architetto-archeologo, dunque, figura certamente rara sia nelle Università italiane, sia nelle Soprintendenze, come sottolinea Ernesto De Miro nelle prime pagine del volume. I curatori, Vincenzo La Rosa, Nicola Bonacasa e Francesca Buscemi, hanno voluto significativamente intitolare la raccolta “Architetture del Mediterraneo” e hanno selezionato, tra le proposte pervenute, quelle imperniate su temi connessi agli interessi del festeggiato.

Si pubblicano quindi nel volume saggi di storia dell’architettura, di topografia antica, di storia delle tecniche costruttive, nello stesso ampio arco cronologico, che spazia dalla preistoria al tardoantico, e negli stessi ambiti geografici, la Sicilia, Creta, l’Africa Settentrionale, in cui si è svolta e si svolge ancora la ricerca scientifica di Franco Tomasello, ricerca che si inserisce in una lunga tradizione di studi che ha visto impegnati nelle stesse aree studiosi del calibro di Antonino Di Vita, Nicola Bonacasa, Giovanni Rizza e lo stesso Vincenzo La Rosa.

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Vol. 5 | Gli Ateniesi e il loro modello di città. Seminari di Storia e Archeologia greca I

Libro presentazione-1L.M. Caliò, E. Lippolis, V. Parisi (a cura di), Gli Ateniesi e il loro modello di città. Seminari di Storia e Archeologia greca I, Roma 25-26 giugno 2012, Thiasos Monografie 5, Roma 2014.

ISBN 978-88-7140-584-1

ISBN e-book: 978-88-7140-583-4

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Creare occasioni di incontro e discussione su temi concreti, nelle quali le differenze di approccio siano stimolo e motivo di conoscenza, eliminazione di luoghi comuni e arricchimento reciproco è probabilmente l’unico modo per spianare la strada a una migliore comprensione del passato, della sua vitale eredità e, in definitiva, di noi stessi.

Cercando di dare voce a questa prospettiva di confronto interdisciplinare e di apertura metodologica, il volume raccoglie i risultati di un seminario sulla storia e sull’archeologia di Atene tenuto a Roma tra il 25 e il 26 giugno 2012. In questo volume la città è dunque analizzata secondo il suo sviluppo cronologico, ma con un’attenzione particolare ai processi storici e sociali che ne hanno organizzato la topografia e l’immagine. Il fatto che questa polis abbia rappresentato un caso di sperimentazione sociale e un modello culturale e insediativo la rende infatti un centro fondamentale per la comprensione del mondo greco, rilevante anche per l’intero sistema poleografico mediterraneo.

I 25 contributi sono stati suddivisi in quattro diverse sezioni, cercando di mantenere la struttura della presentazione originaria e introducendo solo poche modifiche nella sequenza iniziale, connesse proprio alle considerazioni scaturite durante l’incontro. Il risultato è un’ulteriore occasione di riflessione sullo sviluppo di Atene tra il VII sec. a.C. e l’età tardoantica, un esame condotto all’interno dei processi organizzativi della struttura urbana in Grecia. I contributi partono dall’esigenza di ricostruire i diversi modi di vivere la città, vista sia nella sua capacità di adattamento al contesto storico sia attraverso i modelli sociali e rappresentativi comunitari elaborati di volta in volta. La prospettiva che collega gli studi presentati, in molti casi diversi per tipologie di approccio e di obiettivi, è quella della rivalutazione dei dati, delle testimonianze materiali su cui si fonda l’interpretazione; solo dall’analisi “filologica”, infatti, possono emergere conferme o nuove proposte interpretative; in ogni caso prevale l’esigenza di considerare la ricerca come un processo di accostamento progressivo alla realtà esaminata, che non può permettere risposte dogmatiche e semplificazioni, inadeguate a rappresentare la complessità dell’esperienza culturale.

Il seminario ha visto confluire filoni di studio ed esperienze diverse, dando spazio soprattutto a una nuova generazione di ricercatori. L’incontro è stato infatti concepito come occasione di riconoscimento e di confronto tra indirizzi che condividono esperienze formative comuni, come momento di ulteriore elaborazione; un punto della situazione necessario per potersi porre in un rapporto dialettico con la ricerca internazionale su Atene, per vedere se ci fossero forme e contenuti che, a parte incursioni episodiche, potessero motivare in maniera più consapevole la partecipazione al dibattito scientifico in corso. In questo senso, la collaborazione di ricercatori greci che operano sul campo rappresenta un richiamo che va ben oltre i singoli argomenti trattati, poiché pone l’accento sull’esigenza, continua e necessaria, di bilanciare letture d’insieme con approfondimenti specifici, in un incrocio di forme di indagine che contribuisce in maniera decisiva alla concretezza storica e contestuale.

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Vol. 4 | Ceramiche Tardo Minoico I da Haghia Triada (Creta): contesti, produzioni, funzioni

Puglisi immagine

D. Puglisi, Ceramiche Tardo Minoico I da Haghia Triada (Creta): contesti, produzioni, funzioni.

I. I materiali dai primi scavi (1902-1914), Thiasos, Monografie 4, 2013, Ed. Quasar, Roma 2013, pp. XIV + 215, 28 tavv. f.t.

ISSN 2281-8774, ISBN 978-88-7140-536-0

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La monografia di Dario Puglisi, allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA) negli anni 2000-2002 e dal 1996 membro della Missione Archeologica Italiana ad Haghia Triada e Festòs (Creta), è dedicata all’edizione del corpus delle ceramiche Tardo Minoico I (TM I) edite ed inedite, recuperate ad Haghia Triada nel corso dei vecchi scavi (1902-1914), in una revisione ‘globale’ e diacronica delle ricerche di Enrico Paribeni, Federico Halbherr ed Enrico Stefani, attraverso la documentazione conservata presso gli archivi della Biblioteca Vaticana e della SAIA. L’opera parte da un riesame  dei vecchi materiali e contesti TM I, cercando, per quanto possibile, di ‘storicizzarli’ rispetto all’edizione di Luisa Banti, di cui per altro vengono integrati e corretti alcuni dati.

Un efficace approccio stilistico-tipologico consente poi di mettere a fuoco il sistema di produzione della ceramica, con particolare attenzione al momento della distruzione alla fine del TM IB. In particolare, l’esame stilistico-tipologico consente all’A. di distinguere quattro gruppi che, sulla base della corrispondente distribuzione territoriale, finiscono per coinvolgere l’intera Creta e per far risaltare la specificità di Haghia Triada. I rapporti e le specificità dei vari gruppi, i sistemi di produzione, i collegamenti con le autorità centrali sono alcuni dei temi di riflessione proposti nel volume.

Applicando infine alla funzione dei vasi il modello elaborato da A. Rapoport per lo studio della funzione delle architetture, l’A. propone di distinguere sette gruppi funzionali (set da mensa; contenitori di piccola taglia; set da immagazzinamento di medie dimensioni; vasi di immagazzinamento di lungo periodo; forme connesse con processi di produzione/trasformazione; forme con funzione cerimoniale). Di grande interesse risulta inoltre il tema dei rapporti funzionali reciproci all’interno del sistema complessivo elaborato dal vasaio in relazione alle richieste della comunità. Ulteriore classificazione è quella dei contesti di rinvenimento (deposizioni d’uso; deposizioni di conservazione; deposizioni simboliche: sub divo o sottoterra). Sulla base di quest’ultima, una delle conclusioni più significative è quella della concentrazione di esemplari con funzione rituale e di bruciaprofumi all’interno della Villa, segno delle attività cerimoniali in essa svolte, laddove i sistemi di attività legate alla residenzialità quotidiana, sulla base dei dati disponibili, risultano ancora poco documentati. Forme e motivi decorativi, insomma, tesi ad illuminare per quanto possibile storia e vita di quelle comunità.

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Vol. 3 | Monumenti di Kos I. La Stoà Meridionale dell’agorà

Rocco, copertina

G. Rocco, Monumenti di Kos I. La Stoà Meridionale dell’agorà, Thiasos, Monografie 3, 2013, pp. 1-194 + 3 tavv. f.t.

ISSN 2281-8774,  ISBN 978-88-7140-503-2

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Edita nell’ambito della rivista di archeologia e architettura antica Thiasos, recentemente varata, la monografia vuole inaugurare una collana di opere dedicate all’architettura di Kos e delle altre isole del Dodecaneso, di cui questo costituisce il primo volume, a cui seguirà l’edizione del Ginnasio e delle Terme Centrali a cura di Monica Livadiotti. Il volume è edito in forma di e-book, ma è in preparazione una traduzione in inglese, a cura di Rita Sassu, con edizione a stampa sempre per i tipi dell’editrice Quasar.

Lo studio della Stoà Meridionale dell’agorà si inserisce nell’ambito di una più generale analisi della topografia della città antica di Kos che l’équipe del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari, diretta da Giorgio Rocco, sta portando avanti ormai da molti anni in collaborazione con i colleghi delle Eforie del Dodecaneso e con l’Istituto Archeologico di Studi Egei di Rodi.

Frutto di una ricerca sul campo sempre attenta al dato proveniente dal rilievo delle strutture e dei frammenti architettonici, l’ipotesi di ricostruzione della Stoà fornisce un importante tassello per la conoscenza complessiva dell’agorà di Kos e dei suoi monumenti, argomento a cui l’Autore ha dedicato negli ultimi anni diversi contributi. L’esistenza stessa di questo lungo edificio porticato posto a delimitare il lato sud della piazza agorale ha risolto inoltre alcuni quesiti riguardo alla configurazione topografica dell’area centrale della città, rimasti insoluti dopo gli scavi di Luigi Morricone del tratto più occidentale della plateia ellenistica e di Charis Kanzia lungo la sua prosecuzione più ad Est. Inoltre, la descrizione della consistenza del monumento e della sua ricostruzione sono integrate da un serrato sistema di confronti con l’architettura del periodo di area microasiatica, arrivando ad inquadrare in modo più preciso la produzione architettonica dell’isola in età ellenistica e conferendole un rilievo maggiore di quanto finora sia stato supposto.

Il volume è poi completato dal Catalogo degli architettonici della Stoà Meridionale (a cura di F. Liuni e A. Ferrante), dal Catalogo delle Unità Stratigrafiche Murarie (a cura di M. Livadiotti e M. Messina) e da due brevi studi, posti in Appendice, riguardanti un inconsueto sistema di fissaggio verticale dei blocchi (A. Fino) e un particolare sistema di sollevamento che apparenta la produzione architettonica coa alla “Rinascenza ionica” del  mondo microasiatico ellenistico (M. Livadiotti).

L’apparato illustrativo, tutto di prima mano, è stato realizzato con l’apporto degli studenti, laureandi e dottorandi del DICAR di Bari, che dal 2004 partecipano alle missioni a Kos, sempre di più “cantiere scuola” per i futuri “Bauforscher” italiani.

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Vol. 2 | Asty. Studi sulla città greca

L.M. Caliò, Asty. Studi sulla città greca, vol. II della collana Thiasos, ed. Quasar, Roma 2012,

ISBN 978-88-7140-494-3

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Il volume comprende diversi capitoli, alcuni dei quali costituiscono una revisione di lavori già apparsi in altre sedi, mentre molti altri sono invece inediti e costituiscono un prezioso aggiornamento sullo stato degli studi riguardo ad un tema complesso, quale quello della nascita della polis. Le singole parti capitoli sono strutturate in modo autonomo, in una sorta di antologia per temi, ma un serrato sistema di rimandi interni rende la trattazione omogenea. Filo conduttore della narrazione è il racconto degli scrittori antichi – Tucidide, Erodoto, Senofonte, Aristotele, Strabone, Vitruvio, Pausania – il cui contributo costituisce per Caliò un apporto fondamentale per una ricerca su un argomento così articolato. Il tema della città è affrontato con una non comune apertura culturale, che fa trovare all’Autore spunti di riflessione e confronti non solo nei sistemi urbani del mondo orientale, soprattutto persiani, ma anche nella più recente storia della formazione della città europea nel Medioevo.

Lo studio, affrontato in modo multidisciplinare, secondo lo shotgun method teorizzato da Mogens Herman Hansen, fornisce un importante aggiornamento sullo stato degli studi riguardo al tema della città antica, argomento che l’Autore conosce bene e a cui ha dedicato numerosi contributi negli ultimi anni, venendo a costituire un utile e valido strumento per chiunque voglia approfondire questa specifica tematica.

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Vol. 1 | Il campus. Organizzazione e funzione di uno spazio pubblico in età romana. Le testimonianze in Italia e nelle province occidentali

A. Borlenghi, Il campus. Organizzazione e funzione di uno spazio pubblico in età romana. Le testimonianze in Italia e nelle province occidentali, vol. I della collana Thiasos, ed. Quasar, Roma 2011,

ISBN 8871404548, 9788871404547

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Il tema affrontato nel volume che inaugura la serie, curato da Aldo Borlenghi, risponde perfettamente al carattere dell’iniziativa. Si tratta di una ricerca approfondita su un tema sinora praticamente inedito, il campus, spazio monumentale della città romana in Italia e nelle provincie occidentali, che integrava il complesso sistema rappresentativo dell’architettura pubblica. Non è una semplice lettura tipologica del fenomeno, in quanto l’obiettivo è quello di partire dal problema del riconoscimento e della definizione strutturale, per cercare di comprenderne le funzioni, le motivazioni della diffusione, il significato sociale che assume nel corso del tempo in contesti culturali e cronologici anche molto diversi tra loro.

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