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Rivista di archeologia e architettura antica

Tag Archives: Atene

Calculating reinforcement for fragmented architectural members. A three dimensional approach

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C:UsersavrouvaDocumentsAVrouva - ΑντίγραφοkionokraNel progetto di restauro dell’Acropoli di Atene molto spesso ci si imbatte in fratture significative sulle membrature architettoniche in marmo. La pratica comune dei lavori di restauro è quello di unire i frammenti di marmo insieme con barre filettate in titanio, inserite in fori praticati nel materiale lapideo e fissati in posizione con malta cementizia. La stima dei carichi di progetto di strutture come i monumenti dell’Acropoli è un compito molto difficile, soprattutto quando si considera la risposta sismica. Per questa ragione sono stati impiegati con ottimi risultati metodi elaborati e precisi e strumenti analitici. Recentemente l’analisi basata sugli elementi discreti sembra predire abbastanza accuratamente la risposta di queste strutture e fornisce un metodo efficace di tempo rispetto all’uso dell’analisi basata su elementi finiti. Ma l’impiego di tali metodi per calcolare l’armatura richiesta da ciascuna frattura non è ancora applicabile su larga scala, così, per facilitare il lavoro sul sito, si utilizzano ancora metodi semplificati. Fino ad ora, il metodo di calcolo per le armature necessarie consisteva nell’adottare analogie dimensionali semplificate per le fratture, per l’armatura e per le condizioni di carico. L’articolo illustra un metodo sintetico e semplificato per il calcolo dell’armatura richiesta per elementi architettonici frammentati, tenendo conto degli effetti delle tre dimensioni spaziali (geometria della frattura, geometria del rinforzo metallico e geometria del carico). In questo approccio si tiene conto del problema del calcolo della tensione prevista dell’armatura in complesse forme spaziali di frattura. Le ricadute più significative del progetto sono in un prodotto finale che abbia il carattere di uno strumento accessibile e facile da usare, in grado di rispondere in tempo reale e facilitare così il lavoro degli ingegneri civili sul sito.

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In the Acropolis of Athens restoration project it is very often to come across significant fractures on the architectural marble members. The common practice of the restoration work is to join the marble fragments together with threaded titanium bars, inserted into drilled holes inside the marble and fixed into place with cement mortar. The estimation of the design loads of structures such as the Acropolis monuments is a very difficult task especially when the seismic response is concerned. For this reason elaborate and accurate methods and analytical tools have been used with very good results. At the recent times discrete elements analysis seems to predict accurately enough the response of these structures and provides a time effective method as opposed to the use of finite element analysis. But the use of such methods for calculating the required reinforcement in each fracture is not yet feasible in a large scale, thus simplified methods are still used to facilitate the work on the site. The methodology of calculating the required reinforcement so far consisted of simplified two dimensional analogies of the fractures and the reinforcement as well as the loading conditions. This article presents a concise and simplified methodology for the calculation of the required reinforcement for fragmented architectural members taking into account the effects of the three spatial dimensions (geometry of the fracture, geometry of the reinforcement and geometry of the loading). In this approach the problem of calculating the expected tension of the reinforcement in complicated spatial forms of fracture is dealt with. The important features and requirements meant to be kept by this project was that the final product should maintain the character of an easy to use and accessible tool that would respond in real time to facilitate the work of the civil engineers on the site.

Criteri di reintegrazione strutturale nel restauro dei monumenti dell’Acropoli di Atene. Problemi metodologici e scelte progettuali

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karanassosCon la relazione “Criteri di reintegrazione strutturale nel restauro dei monumenti dell’Acropoli di Atene. Problemi metodologici-Scelte progettuali” vengono dispiegati i criteri in base ai quali si decide di procedere alla reintegrazione delle membrature architettoniche che vengono utilizzate nell’attuale restauro dei monumenti dell’Acropoli di Atene. Dopo un breve excursus storico dei restauri precedenti e una breve presentazione dei principi dei restauri odierni, prendendo in esame il restauro dei Propilei, la presente relazione ha cercato di sintetizzare questi criteri in cinque grandi categorie. Queste vengono illustrate attraverso esempi caratteristici di interventi ai Propilei degli ultimi dieci anni, nei quali emergono chiaramente sia i problemi metodologici che le scelte progettuali.

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With the paper “Criteria of structural supplementation in the restoration of the monuments of the Athenian Acropolis. Methodological problems and design choices” there will be a discussion of the criteria on the basis of which the procedure of supplementing the architectural members is decided. After a brief historical presentation of the previous restoration projects and a brief examination of the restoration principles followed today, these criteria are grouped in five main categories taking as an example the Propylaia restoration. These categories are illustrated with characteristic examples from the interventions at the Propylaia in the last ten years, through which both the methodological problems and the design choices emerge.

The recent intervention programs on the monuments of the Athenian Acropolis

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eleutheriouUn esteso programma di restauro dei monumenti dell’Acropoli ateniese è in corso dal 1975. Il progetto è realizzato dal Ministero ellenico della Pubblica Istruzione e degli Affari Religiosi, Cultura e Sport, al fine di attenuare gli effetti di gravi problemi dovuti a cause naturali (ad esempio terremoti) o antropiche (ad esempio incendi, bombardamenti o restauri precedenti). Gli interventi rispettano lo spirito della “Carta di Venezia” e seguono il principio della reversibilità. Gli sforzi si concentrano su come mantenere la forma costruttiva originale dei monumenti. Il marmo nuovo è utilizzato per quelle integrazioni necessarie a garantire la stabilità strutturale degli edifici, mentre grappe e tenoni in ferro vengono sostituiti da elementi di rinforzo in titanio. I rilievi e le sculture antiche vengono rimossi e trasferiti al Museo dell’Acropoli e sostituite da calchi in pietra artificiale. Frammenti architettonici sparsi riconosciuti come appartenenti ai monumenti vengono ripristinati nella loro originale o una posizione corrispondente. L’articolo illustra i recenti programmi di intervento sui progetti in corso presso i Propilei e il Partenone.

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An extended restoration program of the Athenian Acropolis monuments has been in progress since 1975. The project is carried out by the Hellenic Ministry of Education and Religious Affairs, Culture and Sports in order to alleviate the effects of serious problems due to natural causes (i.e. earthquakes) or human activities (i.e. fires, bombardments or earlier restorations). The interventions are complied with the spirit of the “Charter of Venice” and follow the principle of reversibility. Effort focuses on keeping the original construction form of the monuments. New marble is used for supplements only to ensure the structural stability of the buildings, while iron clamps and dowels are being replaced by reinforcements made of titanium. The authentic reliefs and sculptures are removed and transferred to the Acropolis Museum and replaced by casts in artificial stone. Scattered architectural fragments recognized as belonging to the monuments are reset in their original or a corresponding position. The paper focuses on the recent intervention programs on the projects underway at the Propylaia and the Parthenon.

Culti primari e secondari nel santuario urbano di Metaponto

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In presenza di molteplici templi principali nell’ambito dello stesso santuario è difficile determinare la divinità cui ciascuno di essi era dedicato. Sebbene l’approccio tradizionalmente adottato nella ricerca archeologica tenda ad attribuire ogni edificio templare a un referente divino differente, si possono osservare nel mondo greco diversi casi di edifici consacrati alla stessa divinità nell’ambito del medesimo santuario.
Nonostante la diffusione del culto di Hera presso le colonie achee sia largamente attestata, l’analisi della documentazione archeologica, epigrafica e filologica relativa al santuario urbano di Metaponto sembra mostrare come probabilmente entrambi i templi A e B fossero connessi ad Apollo, dal momento che nessun elemento certo prova l’esistenza del culto della dea. In tale ottica, l’area sacra in questione può essere considerata come il luogo ove Apollo – il cui culto è documentato sin dalle prime fasi di esistenza del sito da argoi lithoi presenti nell’intero temenos – era venerato come il dio principale e l’intestatario dei due templi maggiori, mentre altri culti, di importanza secondaria, erano accolti negli altri edifici del santuario.

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In case of several major temples located inside the same sanctuary, difficulty arises with regard to the identification of the deity each of them was dedicated to. Although archaeological researches traditionally attempt to refer each temple to a different divinity, many examples of sacred buildings dedicated to the same god or goddess and situated in the same sanctuary can be found throughout the Greek world.
Notwithstanding the widespread presence of Hera cult in Achaean colonies, the analysis of the archaeological, epigraphic and philological documentation concerning Metaponto urban sanctuary seems to indicate that, probably, both temple A and B were consecrated to Apollo, as no conclusive element actually proves the presence of the goddess. In this perspective, the sacred area can be regarded as the place where Apollo – whose cult is testified since the beginning by argoi lithoi distributed in the whole temenos – was worshipped as the principal god and the owner of both the two major temples, while different secondary cults were hosted in other edifices of the sanctuary.

Edifici pubblici e pasto rituale in Attica

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Questo contributo è stato presentato al Convegno Internazionale Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 maggio 2005. Se ne fornisce ora una versione aggiornata. Lo studio approfondisce il tema del pasto rituale in Attica, soprattutto analizzando la situazione dei diversi edifici i quali presentano una varietà di casi mai analizzata con la dovuta attenzione. Proprio le diverse caratteristiche di ogni specifica lasciano ipotizzare che sia possibile evincere dalla forma e dall’arredo degli ambienti e dal numero complessivo di posti disponibili l’esistenza di diversi modi d’uso che riflettono diverse strutture sociali e religiose. Atene, Eleusi e Brauron sono presi come esempio di modelli dell’organizzazione di una funzione che gestisce autonomamente i propri spazi sulla base di motivazioni socio-istituzionali.

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This paper was presented at the International Conference Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 of May, 2005. This is now an updated version. The article concerns the issues related to ritual meal in Attica, especially by analyzing the function of several buildings showing an array of cases that has not been properly assessed yet. Each case’s specific features lead to the hypothesis that banquet building rooms’ plan and furniture, as well as the overall number of available seats, point to the existence of different usage methods reflecting coherent social and religious structures. Athens, Eleusis and Brauron are taken into account as examples of a functional system that autonomously organizes its own spaces on the basis of social and institutional needs.