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Rivista di archeologia e architettura antica

Tag Archives: Roman archaeology

Un protagonista dimenticato dell’edilizia: la figura del redemptor delle costruzioni nella Roma imperiale

Autore: F. Sommaini

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Il contributo costituisce il primo approfondimento precipuo sulla figura del redemptor (imprenditore edilizio a capo di una società di costruzioni) nell’antica Roma, con particolare attenzione all’età imperiale. In apertura viene condotta un’analisi delle fonti per comprendere l’opinione espressa dagli scrittori antichi, generalmente poco lusinghiera, su questi personaggi. Segue uno studio approfondito, che si avvale di fonti storiche, epigrafiche e figurative – per lo più di epoca imperiale, ma con occasionali e preziose testimonianze della tarda Repubblica e della tarda Antichità – volto a valutare in modo più obiettivo chi fosse il redemptor nella società romana. Da qui, in primo luogo, si ricostruiscono i compiti e le mansioni di questo professionista, elaborando nuove ipotesi basate anche sullo studio di edifici antichi e di contesti archeologici particolarmente significativi per comprendere i diversi aspetti del costruire in antico (ad esempio a Roma e a Pompei). In secondo luogo, si avanzano nuove proposte sull’organigramma delle società edilizie e si ricostruiscono caratteristiche e funzionamento del luogo per eccellenza del redemptor e dei suoi lavoratori: il cantiere edilizio.

This paper is the first in-depth study of the figure of the redemptor (the building contractor at the head of a construction company) in ancient Rome, with particular reference to the Imperial period. The introductory section analyses the sources in order to understand the generally unflattering opinion of these figures expressed by ancient writers. This is followed by a careful study based on historical, epigraphic and iconographic sources, aimed at assessing more objectively who the redemptor was in Roman society. Drawing primarily on evidence from the imperial period, but also incorporating occasional and valuable testimonies from the late Republic and Late Antiquity, the study reconstructs the role and professional profile of the redemptor. At the same time, new proposals are put forward concerning the organisational structure of building companies, as well as the characteristics and functioning of the place par excellence of the redemptor and his workers: the building site.

Aspects of circular economy on an urban and inter-urban scale in the Roman age: towards a more holistic model

Autore: G. Furlan

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Nel corso degli ultimi anni, l’interesse per le pratiche di riuso nel mondo romano è costantemente cresciuto. Contestualmente, il dibattito in corso sulla sostenibilità delle economie contemporanee ha prodotto il raffinamento di strumenti teorici come quello di economia circolare, applicabili con le dovute cautele anche al mondo antico. Alla luce della cornice teorica fornita proprio da quest’ultimo concetto, il contributo esamina in maniera organica tutti quegli aspetti che caratterizzavano l’economia urbana di una città romana in senso “circolare”. Una serie di attori e di attività, dei quali spesso rimangono poche tracce archeologiche, contribuivano a ridurre la produzione di rifiuti e a ottimizzare l’uso delle risorse su base giornaliera. Queste attività (manutenzioni, riparazioni, uso secondario, lateral cycling, riciclo etc.) coinvolgevano un’ampia gamma di materiali e, lungi dall’essere occasionali, erano ben inserite nel cosiddetto sistema economico lineare (produzione, distribuzione, uso e scarto). Nonostante i dati disponibili siano ancora frammentari, questa rassegna mostra come nella percezione e nello studio dei centri urbani di età romana sia necessario integrare stabilmente anche le pratiche di economia circolare, per nulla secondarie. Motivazioni di tipo economico sembrano aver rappresentato il motore principale dell’economia circolare di età romana, ma dal panorama presentato emerge anche la presenza di una forma mentis che poneva al centro dell’attenzione i manufatti in quanto tali, e non il loro valore economico monetario. Quantificare l’impatto specifico e cumulativo delle varie pratiche di economia circolare nell’economia urbana rappresenta ancora una grande sfida, ma tutti i dati in nostro possesso indicano che queste avessero un effetto di assoluto rilievo.

During the last few years, interest in reuse practices in the Roman world has received increasing attention. On the other hand, the debate concerning the sustainability of contemporary economies has led to the refinement of theoretical tools such as that of circular economy. The paper examines, in the light of a circular economic framework, those aspects characterizing the Roman urban economy as circular. A series of activities and agents, sometimes leaving little archaeological footprint, reduced waste and optimized the use of fresh resources on a daily basis. These activities (maintenance, repair, secondary use, lateral cycling, recycling etc.) involved a wide range of materials and, far from occasional, they were well integrated into the so-called linear economic model (production, distribution, consumption, and discard). Although the available data are still fragmentary, this systematic review demonstrates that circular economy must be steadily included in the current narratives of Roman urban sites. Economic reasons seem to play a major role in moving the Roman urban circular mechanism; nonetheless, it also emerges a forma mentis putting the object at centre, and not its economic, monetary value. Quantifying the overall impact of circular practices in the Roman urban economy still represents a major challenge, but the data so far collected point to a significant influence.